Nel momento in cui diventi qualcuno soprattutto nel mondo dello sport non è una sorpresa che tu subisci l’ “Ansia da prestazione”. E, Lando Norris, non dico un nome e una garanzia, però chi segue la Formula uno lo conosce. E questo perché è diventato il 35° campione nella storia di questo sport, diverso da chi per 4 anni è stato Max Verstappen.
Con questo lieto fine si è concluso il 75° campionato di Formula Uno. E se per quattro anni interi Max è diventato odiato per il suo dominio, quest’anno appena concluso (ma iniziato oggi) praticamente tutto il mondo dei motori e la gente (compreso me, ammetto) sperava nel suo quinto titolo. Invece, a diventare campione del mondo è stato Lando Norris, “Lando no-win” per i fan delle monoposto. Lando cresce nel mondo dei kart e, di conseguenza, nel mondo “Monoposto” da sempre, da quando era ancora un nano inglese. Crescendo in questo mondo, l’inglese capisce tante cose: dalla più piccola alla più grande. Lando, diciamocelo pure, inizia a essere grande quando Carlos Sainz lascia casa McLaren, ha dovuto imparare cosa vuol dire diventare duro, diventare quasi senza cuore. Nonostante lui, però, l’amore ha sempre saputo cos’è. Ma, tralasciando questo, quanto io oggi vorrei analizzare è il Lando Norris che è diventato campione domenica 7 dicembre 2025. Lando è lui l’uomo al centro del progetto. Nonostante il suo compagno, un talento chiamato Oscar Piastri, abbia fatto comprendere perché merita il posto, e il titolo in futuro, Lando “no-win” (nonostante abbia vinto il titolo), Norris dopo aver tolto il trofeo a Max Verstappen, l’uomo dei record (insieme a Lewis Hamilton), deve dimostrare perché merita ancora un posto in Formula Uno, in una scuderia che è la storia di questo sport.
Esplorando meglio, Lando si scopre con una maschera da “amichevole Spiderman di quartiere” e, anzi, una prima cicatrice si scopre durante la serie tv Netflix “Formula 1: Drive to Survive” dove mostra un lato di sé che si notava solo se si osserva bene il lato dell’ansia da prestazione. Lando percepisce questo demone per colpa sua, lo dice anche lui. E questo suo ammetterlo così apre sguardo a tutto il mondo esterno dello sport. Lando “no-win” Norris è “no-win” fino a Miami 2024; quando batte Max. Da quella vittoria, io, personalmente parlando, ho visto un Lando più cresciuto, maturo e sicuro di sé.
Lando, non so neanche io in realtà come mai ha questo odio nei suoi confronti. È vero che chi ha visto il campionato ha notato tanti alti e bassi, e pure io in certe occasioni non mi sono trattenuta. Però, certi commenti che ho visto e che sto continuando a guardare, mi fanno fare una domanda a chi fa questo tipo di commenti.
E se tutto questo lo ricevesse Leclerc?
Charles, almeno per come la vedo io, riceve sì delle critiche ma non riceve mai, o quasi mai, minacce di morte. Che per l’amore del Signore è un bene e spero possa continuare così, ma perché con Lando sì? Perché è tutto accettato? Non c’è da stupirsi, infatti, se Lando adesso non gestisce più i social e se (questo lo dico io) possa aver iniziato un percorso con qualche psicologo dello sport. Anche perché (cambio un secondo argomento) la salute mentale nella Formula 1 è sempre stata, soprattutto nell’ultimo anno, un grande soggetto di discussione, tra chi dice che per una parola di troppo si fa tragedia e chi invece appoggia e supporta chi ne parla. Lando (tornando sull’argomento dell’articolo) è quello che ho sempre visto, soprattutto quest’anno, più debole. Grezzo, ma che nonostante tutto sarà lui da marzo 2026 con il numero 1 sulla monoposto.
Per concludere, Lando non è più Lando “no win” e, anzi, potrei dirvi quasi tutto il contrario. È un giovane ragazzo di quasi 27 anni che l’anno prossimo, a marzo, cercherà di tenere il titolo per sé e, perché no, vincendo di nuovo il titolo e quello costruttori.
È bello sognare, no?
