L’articolo di oggi è una lunga riflessione in merito alla Formula 1 e a questa pausa di un mese a causa del conflitto in Medio Oriente, dove proverò a pensare a quali possano essere i grandi cambiamenti che vedremo a maggio, quando ci sarà il Gran Premio di Miami. Andando anche a toccare chi per ora è protagonista.

Atto I: Questa pausa era necessaria?
La pausa arrivata poco dopo il Gran Premio del Giappone è stata giustamente pensata per quanto sta succedendo in Medio Oriente ormai da diverso tempo. Si sarebbe dovuto correre in Bahrain e a Jeddah, ma la FIA ha pensato che sarebbe stata più positiva una pausa dove poter fare simulazioni e sfruttare le piste di “casa”.
La pausa però, se pensiamo al livello del tifoso, si sarebbe potuta evitare?
Nel senso, non fraintendete per favore le mie parole perché sono la prima che è stata d’accordo sul fatto che la Formula uno non sia andata a correre in quelle piste. Però, allo stesso tempo quando poi nei giorni successivi ho letto che c’erano piste “storiche” che erano disposte a tornare io ero felice. Al 100%.
Perché non solo la Formula 1 non avrebbe perso nessun guadagno (non che ci siano questi tipo di problemi), però, il tifoso avrebbe avuto la possibilità di venire e godere delle piste che danno sempre grandi emozioni.
Quindi, cara Formula 1 la pausa era necessaria?

Atto II: Il rientro non è mai semplice, vero Mclaren?
Si sa, rientrare nel nuovo campionato non è semplice. Soprattutto da campioni sia costruttori che della race precedenti. Quindi, quando a marzo siamo rientrati nel nuovo campionato, nessuno si sarebbe aspettato che la McLaren e, di conseguenza, Lando Norris potessero fare un quinto posto e poi un DNF per un problema di potenza.
Cosa che invece sembra non colpire la scuderia tedesca, Mercedes, che sembra invece quella rientrata meglio; soprattutto il giovane Andrea Kimi Antonelli, che quest’anno inizia la seconda stagione nel massimo campionato.

Atto III: Il concetto del primo pilota. (Ma esiste davvero?)
Appena citato, il giovane Andrea Kimi Antonelli, in questa seconda stagione, ha iniziato già da grande. Perché conquistare un triplo podio (con due primi posti) fa riflettere abbastanza sul concetto di “primo pilota”.
Questo concetto per tanti non è sempre giusto e molto spesso nemmeno esiste perché, in tanti anni di questo sport, in pochissimi si sono rivelati veramente “primi piloti”. Quindi, è giusto dirlo? Soprattutto considerando che Kimi ha neanche 20 anni e sta iniziando adesso
il suo percorso all’interno di questa categoria. Anche se, certo, guardando come ragiona e come analizza i suoi errori e non, considerando anche quanto amore riceve, forse lui può aggiungersi alla lista dei pochissimi eletti a questo titolo.
E poi, se proprio dobbiamo essere pignoli ci sarebbe George Russell che è in Formula 1 ma soprattutto, Mercedes da molto più tempo quindi dovrebbe avere lui di “diritto” il termine “primo pilota”. Anche se ripeto come scritto poco fa, in pochi hanno veramente questo titolo e se lo meritano. E forse, su Kimi si può spingere di più? Vedremo da maggio in poi…

Atto IV: Max? siamo veramente alla fine della sua era?
Max non ha mai realmente nascosto che, arrivato a un certo punto della carriera, si sarebbe ritirato dalla Formula 1 per dedicarsi alla categoria GT3. (Chiaro che adesso un secondo fine importantissimo sarebbe l’essere diventato padre da poco.)
Quindi, quando all’inizio della stagione è circolata la notizia che Max avrebbe posto la parola “fine” già da quest’anno alla carriera in F1 e non più nel 2027/28, ho iniziato a pensare a come l’olandese sia arrivato a essere anche lui una leggenda di questo sport.
Max quest’anno compie 11 anni di carriera e fin da subito non è passato inosservato come non abbia avuto paura di confrontarsi con i grandi; nonostante i tanti DNF, screzi avuti con i compagni, Max (o Mad Max) non è diventato per caso 4 volte campione del mondo e, sempre non a caso, ha infranto ogni record che si potesse battere anno dopo anno.
Però se anche Max non si diverte più e ha persino accennato (anche se non si sa se sia vero) al ritiro anticipato, allora qui faccio una seconda domanda: è giusto che questa nuova Formula 1 sia diventata così? Quasi come la Formula E? Anche qui mi viene da rispondere vedremo nei prossimi mesi e come la FIA cercherà di stare vicino a Max e tutti loro.

Atto VI: La Ferrari?
Ultimo atto, e parte dell’articolo la dedicherei alla Ferrari e a come l’ho vista iniziare all’inizio della stagione. Se si guardano i primi risultati, in Giappone abbiamo avuto il terzo posto di Charles mentre Lewis, sesto posto. Sesto posto poi, conquistato da Charles in Cina mentre Lewis si è guadagnato il terzo posto. Australia stavamo per sfiorare il doppio podio, invece terzo posto di Charles e quarto posto di Lewis.
Insomma, l’inizio della stagione ci porta punti importanti che sicuramente per la fine della stagione potranno essere solo che utili. Però, sicuramente non dobbiamo sottovalutare e abbassare la guardia.
Anzi, sarà bene cercare di sfruttare questi giorni di pausa rimasti e vedere di continuare a seguire la scia positiva tra podi conquistati e piazzamenti utili per i punti.

Articolo che concludo così, lasciandoci insieme dubbi e non, aspettando insieme che la stagione ricominci a Miami nel primo weekend di maggio… Alla prossima! 

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Appassionata di alcuni sport e quindi, nel tempo diciamo non impegnato in alcuni progetti, amo scrivere ed esprimere i miei pensieri e opinioni, o anche solo (perché no?) far conoscere nuovi sport e personaggi a chi non li conosce…

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