Si sa, nello sport il mostrarsi deboli viene spesso visto come segno di essere perderti e, in generale, chi mostra questa parte viene ancora più attaccato/a. 

Nel 2026 non mi sorprende neanche più come diversi campioni, dopo la loro gloriosa carriera, parlino spesso di questo aspetto: La salute mentale e il suo rapporto nello sport in generale.

Fortunatamente, le cose stanno cambiando, perché tanti campioni e campionesse che stanno ancora facendo sognare nei loro sport stanno smontando questo tabù, iniziando a parlare di questo tema.

L’essere perfetti e il mai perdere è quasi un mantra che ci si ripete; che loro stessi provano a ripetere. Nonostante però, lo stesso mantra sia quello più usato per coprire un insulto che si vuole far passare come critica costruttiva. Bisogna essere consapevoli che già loro si fanno del male aspirando la perfezione quindi, bisogna cercare di dosare le parole.

Quando ho nominato, pochi paragrafi fa, campioni e campionesse che stanno facendo tanto nel loro sport, è quasi ovvio che, chi segue, pensi subito a lei: Simone Biles è una ginnasta americana che, da quando a Tokyo 2021 ha dominato ogni gara, è stata spesso vittima di (anche gravi) insulti-minacce sui social. Lei, però, non è stata zitta e ha scelto di fare un passo importante: lasciare andare le gare per ascoltare la sua persona. 

Così ha preso e per un pò non si è fatta vedere e questo gesto non è passato inosservato anzi, per me come la vedo io ha dato un certo coraggio di iniziare a parlare di questo tabù. 
Lo stesso ex-campione, Michael Phelps L’uomo più medagliato della storia delle Olimpiadi. Dopo il ritiro ha rivelato di aver sofferto di depressione grave e di aver pensato al suicidio dopo ogni Olimpiade.

La sua confessione ha mostrato che il successo non è un vaccino contro la malattia mentale. 

Infatti, un’altra cosa che vorrei annotare è che bisogna smettere di pensare che chi è ricco debba essere per forza felice e che la depressione o qualsiasi malanno legato alla salute mentale non possa toccarlo.

Il no pain, no gain non funziona sempre, si è visto anche di recente al Major Slam AO, dove la tennista Coco Gauff (anche lei sui social non è sempre amata) perde il suo quarto di finale in un modo abbastanza brutto. E non è tanto il durante ma il dopo. è quanto fa discutere. 

Cercando un piccolo spazio non invaso da telecamere e, pensando di averlo trovato, spacca la telecamera. Il tutto, però, purtroppo viene ripreso e nella conferenza stampa, quando le viene fatto notare questo, lei, sorridendo leggermente, dice: “Ho provato ad andare in un posto dove pensavo che non ci fosse una telecamera” […] 

Con il termine “discutere” mi riferisco al fatto che tanti colleghi e colleghe della stessa Coco hanno ricevuto una domanda in merito a questo episodio, e praticamente tutti hanno fatto comprendere come il tutto non faccia passare in modo sereno il rapporto tra atleta (in questo caso tennista) e media. Insomma, se ci fossero meno telecamere forse tanti e tante vivrebbero con più serenità qualsiasi esperienza che sia dentro al loro sport.

Che poi, questa citazione, “no pain no gain” si vede sempre; che poi io abbia citato lo Slam AO è perché è quello più recente. Però nello sport, se prima ho usato la parola “mantra”, qua posso usarla nuovamente perché questo lo è: il dolore che è nei pensieri è come tanti mantra che, se non chiedi aiuto, difficilmente ti riprendi. Il chiedere aiuto non ti fa essere debole, assolutamente anzi, tutto il contrario. 

Perciò, per chiudere questo articolo, il dolore mentale è peggio del dolore fisico, e questo perché il fisico lo puoi curare e, magari, passa in qualche ora/giorno. E chi pratica sport lo sa. Quello mentale, tempo al tempo certo, ma chiedendo aiuto, tu non solo mostri quanto è importante rompere questo tabù, ma in generale mostri e dai un bell’esempio a chi ti segue per lo/la sportivo/a che sei. Facendo capire molto.


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Appassionata di alcuni sport e quindi, nel tempo diciamo non impegnato in alcuni progetti, amo scrivere ed esprimere i miei pensieri e opinioni, o anche solo (perché no?) far conoscere nuovi sport e personaggi a chi non li conosce…

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