Dal 7 al 12 settembre, in Turchia, si sono svolti i Campionati Europei Paralimpici di Nuoto. L’Italia è arrivata a questa edizione da campione in carica nel medagliere. Adesso dalla Turchia esce come seconda. La prima? La Russia.
Ora, che la Russia sia una potenza sportiva abbastanza importante, in particolare nel pattinaggio e nel nuoto, non è una novità. Però nel contesto paralimpico non la vedevo dai tempi di Parigi 2024 (dove erano atleti neutri). Sono rimasta impressionata? Sì. È vero che loro non usano fondi pubblici come facciamo noi. I loro fondi sono una impronta statale e geopolitica. Lo Stato della Russia utilizza lo sport come strumento di propaganda e di welfare militare. E, nonostante ciò, sono sempre avanti. Mentre i nostri fondi sono pubblici. Il CIP (Comitato Italiano Paralimpico) riceve finanziamenti stabili dallo Stato, tramite la società Sport e Salute, integrati a loro volta da sponsorizzazioni private. L’Italia, è così, che eccelle a livello globale per la qualità delle strutture e del supporto continuativo. La Russia: ripeto, rimango comunque impressionata dal come, sempre, sono andati in finale e medaglia. Anche se noi, ho percepito, che abbiamo impressionato di più. I commentatori inglesi me l’hanno confermato per i 6 giorni di manifestazione.
Sì, okay, noi non sempre siamo andati sul podio, ma abbiamo dimostrato come mai siamo tanto forti. Nelle finali, chi era contro di noi non solo nutriva grande rispetto. (Che noi abbiamo, ovviamente, sempre ricambiato), ma era felice di aver battuto anche noi. Ecco perché Simone Barlaam ci ha definito: “Una Nazionale forte”. Esattamente, per questo.
Detto ciò, continuando a parlare di noi… Beh, che possiamo dire? Wow!!!… Monica Boggioni 8 medaglie, Simone Barlaam 7 medaglie, Carlotta Gilli 5 medaglie, Federico Bicelli 3 medaglie, Antonio Fantin 3 medaglie, Stefano Raimondi 5 medaglie, Giulia Terzi 3 medaglie… E ancora? Francesco Bocciardo con 3 medaglie, Francesco Bettella 2 medaglie, Angela Procida 2 medaglie, e, in conclusione, Xenia Francesca Palazzo 5 medaglie, Luca Da Prato 2 medaglie e Alberto Amodeo 2 medaglie. Poi, è ovvio, devo citare le staffette. Sono state tutte meravigliose. Frazioni sempre bellissime. Soprattutto l’ultimo giorno, quell’oro è stato inaspettato. Ma ha fatto capire tanto.
L’Italia ha convocato 24 atleti e 23 di loro sono saliti sul podio. Questo dimostra quanto siamo stati bravi a gestire il cambiamento. Nessuno è rimasto indietro. Dal cambio di presidenza, con l’addio di Luca Pancalli, che ha deciso di non ricandidarsi al CIP dopo un lungo mandato di 25 anni, fino al modo in cui il World Para Swimming è in costante aggiornamento nel tempo. Insomma, tanti cambiamenti, ma noi siamo sempre pronti a tutto. E ogni volta lo dimostriamo.
Vedremo come questa Nazionale continuerà a migliorare, ma intanto ricordiamo sempre una cosa: come dico nel titolo, essere vice campioni non è affatto male, soprattutto quando hai davanti solo la Russia.
