Questo Roland Garros è stato definito da tanti/e, un torneo particolare e divertente allo stesso momento, per la serie di testa di serie usciti e non solo. In questo articolo provo ad analizzarlo in tre sotto-temi e nell’analisi diciamo che vedo tanti match point sprecati. L’unica cosa che non ho scritto è la finale, non l’ho vista per motivi personali. Dove comunque sono fiera e felice per Flavio. Il progetto continua vedremo a Wimbledon.
Per te che magari non hai visto la partita di Sinner, può essere una sorpresa che il numero uno al mondo, sia uscito al secondo turno. Invece, se tu hai visto la partita sai quanto ha fatto male vederlo bloccarsi di colpo al terzo set e sul risultato di cinque game a uno. Come quasi un deja-vu che si ripete…E, volete sapere il perché?
Perché vederlo così, a Parigi è peggio dell’anno scorso quando c’era scritto “0-40, championship point” Ecco perché dico “Deja-vu.”… Facciamo però un passo indietro e, vediamo insieme come mai però Jannik non si è mai ritirato. O almeno, per come l’ho visto io. E, vediamo come mai questo Roland Garros ha sbagliato determinati match. Vediamo il primo dei tre punti:
–Punto primo, non dare per scontato dei punti fondamentali. E non solo.
Sinner-Cerundolo. Premessa che mi sembra doverosa fare, ogni tennista fa un tipo di sacrificio diverso e, quando si trova nella situazione tipo, come quella di Jannik reagisce a suo modo. Nessuno quindi, giudica nessuno.
E, proprio perché ogni tennista fa quello che crede essere bene per se, allora reagisce così. Chi segue questo sport; tramite social-interviste-match impara piano piano a conoscere il proprio idolo. O, in generale, di più cosa vuol dire la parola “Sacrificio”.
Però, perché parlo di questo? Perché ho scritto la parola “Sacrificio”? Beh… Perché quando si dice che il tennis è uno sport di categoria “Benestanti-Ricchi” non è del tutto una cosa errata da dire. E, possono esserci diverse difficoltà quando tu sei sempre più basso di classifica.
Considerate questo, nel tennis è tutto controllato e pagato da chi sta in campo, chi sta vicino invece è pagato per aiutare anche nel rendere migliore quello che magari non fai al massimo. Andando così, sempre più in alto a livello di classifica. Ed è così che questa parte diventa “meno” un peso. Se sei in alta classifica. Mentre, se sei “basso” di classifica allora, diventa più difficile.
Non solo, ovviamente, più alta è la tua classifica e maggiori sono le possibilità di evitare le qualificazioni per il tabellone principale…E questo, Sinner, lo sa benissimo. Per quanto quest’anno sia tornato numero al mondo e in generale, da un paio di anni il ragazzo italiano, è sempre in top 5 sa benissimo cosa vuol dire scalare le classifiche e di conseguenza, quanto siano importanti dei punti ATP. E di arrivare fino alla fine.
E per me è esattamente questo che lo ha spinto a non ritirarsi. Non solo perché un match di tennis, non finisce finché l’abrito di sedia non dice “Game-Set-Match” e, Juan Manuel Cerùndolo i punti lì ha ricevuti lo stesso (per regolamento) è sopratutto con le parole, che si sono mostrati entrambi maturi. Perché se uno l’ha definito: “Solido” l’altro non lo definisce una vittoria vera. Anzi, tutto il contrario. Ha mostrato una consapevolezza di chi è stato davanti a lui. Perché fosse successo dopo, o, mai successo non saremmo qui a parlare di questo oggi.
-Punto secondo, la conseguenza dell’azione.
E se voi, vi stareste chiedendo che tipo di attenzione dico io è quella del come c’è la gestione e uso delle heat rules. Per chi non sapesse cosa sono, nel tennis professionistico sono una serie di protocolli severi per proteggere la salute dei giocatori dalle temperature estreme. Attraverso l’indice \(WBGT\) (che misura lo stress termico combinando calore, umidità e vento). Si decide il come si deve procedere (chiudendo tetto o sospendendo il match per 10 minuti).
Ora, il campo almeno nella prima settimana è sempre stato intorno ai 40-41 gradi e, nonostante venga definito 45 gradi il minimo per chiudere il tetto… Non è mai stato fatto. Non penso che l’eccezione possa levarli la cosa di “essere il miglior slam” (Secondo loro) giusto Francesi?. Nella seconda settimana invece, la protagonista è stata la pioggia e il tetto del centrale. Perché avendo il tetto, e, avendo quella forma diciamo che diventa funzionale per l’aria. Ma non funzionale per proteggere soprattutto i posti in alto.
Però, per tornare al titolo della seconda analisi che stiamo facendo, la conseguenza dell’azione per quest’anno c’è stata un pochino troppe volte. Vedremo se nel 2027 questo sarà cambiato. Anche se io la vedo dura, visto che per loro va tutto bene.
-Punto terzo, Roland Garros, e i match point persi.
L’edizione più folle è giunta al termine, e, mi sento di scrivere così nel titolo del terzo e, ultimo punto. Non solo perché fino alla fine, ci sono stati continui problemi. Ma anche per come, la direttrice del torneo non è riuscita mai a gestire la situazione.
Facciamo un check di quanti problemi, ci sono stati in queste due settimane e poi, le parole della direttrice. Concludendo poi, l’articolo.
- Zeynep Sönmez: Durante il suo match di doppio di secondo turno, è inciampata violentemente su un blocco pubblicitario.
- Alexander Blockx: Ha subito un infortunio simile impattando contro i teli di copertura e le strutture a fondo campo.
- Jakub Menšík: Al termine del suo match vittorioso contro Navone si è accasciato a terra a lungo per via del caldo soffocante, richiedendo l’intervento immediato dei medici del torneo.
- Casper Ruud: Ha avuto anche lui, fortissimi problemi legati al caldo estremo. Non solo subendo un vero e proprio colpo di calore e, durante il match contro João Fonseca si è sentito abbastanza non protetto a causa che nel campo centrale i blocchi pubblicitari erano troppo vicini non permettendoli di andare con serenità verso fondo campo.
Il bello che potrei continuare ancora ma, decido di fermarmi qui. La direttrice però davanti a tutto ciò cosa risponde? Risponde dicendo che sì, i giocatori/giocatrici possono chiedere di cambiare orario per giocare ma che lei, non commetterà la questione...Confermando quindi, quanto lei provi a non ricordare come si sta da giocatrici cercando però di far passare la salute mentale/fisica in un cassetto che non deve essere (secondo lei sempre) non deve essere aperta. Ma anzi, un capriccio. Cosa che ovviamente non è.
Insomma, Roland Garros il famoso quarto posto è tutto tuo…Almeno per quest’anno. Vedremo l’anno prossimo.

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