Con la vittoria delle ragazze di Julio Velasco nella pallavolo a livello mondiale, facendo “back-to-back”, e grazie a una mia amica che mi manda un post sul social Instagram dove si parla della magia di Sofia Raffaeli a Rio in occasione dei mondiali di ginnastica, ho iniziato a pensare a come il mondo dello sport e il suo seguito siano cambiati.


Si sa, lo sport da sempre caratterizza il mondo in generale… Ma lo fa nel modo giusto? Lo fa come dovrebbe? Quindi, con la giusta organizzazione? Senza distinzioni? … Giusto?
Io dico no.


Perché se si guarda a come ormai la televisione e i social gestiscono questa cosa, allora si nota come c’è una grossa fetta di persone che non solo seguono lo sport del calcio, ma di conseguenza, possono anche rispondere sì. Sullo sport del calcio basta vedere come si muove questo mondo e come si evolve giorno per giorno e minuto per minuto:

Pagine social a scopo informativo, squadre di calcio di categorie diverse da quello che guardiamo alla tv, testate web e giornalistiche e infine è uno sport che, vogliate o no, tocca l’infanzia del bambino/a. In queste pagine comprendo che ci sono degli appassionati di una squadra determinata e dello sport in questione, infatti, con loro non mi sento di voler puntare il dito. Anzi, se io dovessi proprio puntare il dito sarebbe su chi è un giornalista sportivo che ogni giorno è nei televisori degli italiani e delle italiane.

Perché contro di loro? Dovrebbero essere loro stessi i primi e le prime che nel quotidiano nostro si mischiano alla nostra routine raccontandoci quasi a 360 gradi cosa succede nel mondo sportivo mentre il nostro mondo va avanti. Invece, mi pare a 180 gradi.
Si è vero, c’è Sky Sport, però essendo che richiede un abbonamento anche costoso, diciamo che è limitato a un certo target di pubblico a raccontare lo sport a 360 gradi. Mentre il resto cerca di essere diviso tra Sport italia, rai e siti esterni. Quindi potete anche immaginare e capire bene che una persona che magari, vuole provare a seguire più sport, allora quasi si stanca a farlo per via del fatto che è tutto è troppo frammentato.

Quello che io vorrei è che fosse tutto, a 360. O almeno che il 180 sia più alto. Ed è una cosa che vedo non essere possibile.
Se il giornalismo sportivo, soprattutto quello italiano si focalizzasse di più su quanto lo sport, oltre il calcio sia importante e che può essere un bel collegamento e insegnamento per un giovane e una giovane. Allora quanto citato adesso potrebbe non essere un sogno.
Si è vero che esistono dei collegamenti gratis, divisi tra app e no.
Però, il giornalismo italiano mi ripeto, dovrebbe prendere esempio dai suoi colleghi esteri
Anche perché se guardiamo i dati, e come nelle varie competizioni stiamo andando da Parigi 2024 lo sport italiano sta crescendo a livello senior e giovanile.
E questo è quasi solo Sky sport-app esterne-persone a caso sui social lo dicono.
Giusto oggi, per farmi collegare al giornalismo estero, “Marca”, il più grande giornale sportivo della Spagna, ha dedicato la prima pagina a María Pérez García, una marciatrice spagnola. In carriera è stata campionessa mondiale nella 35 km a Tokyo 2025. Invece, domani dai giornali italiani mi aspetterò solo la copertina dedicata al derby italiano e forse un rettangolo sulla prima giornata di Tokyo, dove si stanno svolgendo I campionati del mondo di atletica leggera dal 13 al 21 settembre 2025.


Per concludere, iniziassero anche i giornalisti italiani a parlare dello sport perché lì si capiscono i veri sacrifici che si fanno.
O meglio, più sacrifici di un calciatore.


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Appassionata di alcuni sport e quindi, nel tempo diciamo non impegnato in alcuni progetti, amo scrivere ed esprimere i miei pensieri e opinioni, o anche solo (perché no?) far conoscere nuovi sport e personaggi a chi non li conosce…

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