L’Europeo di Nuoto, che quest’estate si è svolto a Parigi, ha regalato alla spedizione italiana tante gioie, pensate infatti che, prima del nuoto in corsia, l’Italia aveva già 39 medaglie. E ha completato poi l’Europeo con 43 medaglie.
Questo, quindi, deve far pensare al come lo sport in Italia, escludendo il calcio, che per ora non sta andando bene. Cresce. In questo caso, parliamo degli sport acquatici, ma non ci sono solo loro. Ovviamente.
Ora, il fatto che abbiamo portato una nazionale di tuffi e nuoto artistico molto giovane, fa riflettere su quanto le giovanili siano sempre più in crescita, e che, nonostante la prima esperienza per tanti e tante, siamo sempre andati a giocarci bene le semifinali e le finali. Anche quando non si è arrivati a vincere una medaglia. E contro gente che, rispetto a noi, tiene un palmares superiore.
Partiamo dal nuoto artistico: con Erica Piccoli e Filippo Pelati, l’Italia si è aggiudicata un totale di 7 medaglie. 4 bronzi e 3 argenti (anche se un argento al singolare di Filippo Pelati sarebbe dovuto essere d’oro, ma lasciamo perdere!). E come squadra, abbiamo conquistato 3 bronzi… E sono tutte medaglie prese in mezzo a Spagna, Russia e Grecia. Tre grandi potenze Europee/Mondiali.
Il nuoto artistico italiano conferma quindi che, dopo Linda Cerruti e Giorgio Minisini, il movimento è in continua crescita. Abbiamo anche giovani con un palmares da veterani e i grandi movimenti delle altre nazioni non dovranno farci paura in questi grandi appuntamenti.
Nello stesso periodo, praticamente accanto, si è consumata un’altra danza, quella dei tuffi. Si va dai cinque ori storici di Chiara Pellacani, un Matteo Santoro che nonostante tutto si conferma il futuro dei tuffi. Al bronzo speciale di Stefano Belotti, fino alla rinascita di Elisa Pizzini che, in coppia con Chiara, conquista l’oro.
Già, cinque e no. Non ho scritto niente di sbagliato in merito a Chiara Pellacani. È stata lei stessa a dirlo ai microfoni di Sky Sport. In questo Europeo, si era immaginata con cinque ori al collo. E alla fine ci è riuscita.
In meno di una settimana, lei ha scritto una storia, la sua. E noi abbiamo avuto il piacere e l’onore di seguirla. Nessuna tuffatrice ha conquistato cinque ori nella stessa edizione europea.
In meno di una settimana, lei ha scritto una storia, la sua. E noi abbiamo avuto il piacere e l’onore di seguirla. Nessuna tuffatrice ha conquistato cinque ori nella stessa edizione europea.
Questo mi piace pensare che sia stato d’ispirazione per i suoi compagni a fare quanto hanno fatto. Abbiamo già parlato di Matteo, Stefano ed Elisa. Ci sono però anche il giovane Raffaele Pelligra e Simone Conte che hanno vinto un bellissimo argento. Era la loro prima esperienza. Nella piattaforma dei 10 metri.
Ci sono anche Romano, Hao Jun Wang (alla sua primissima esperienza) e Sarah Jodoin Di Maria, che hanno condotto le loro gare in modo perfetto. E, nonostante non abbiamo conquistato medaglie, vista la situazione. Romano e Sarah, infatti, sono stati una coppia formata all’ultimo. Nelle loro finali, l’Italia ha potuto vantarsi di loro. E che erano in finale per l’Italia. Il capitano Lorenzo Marsaglia e Giovanni Tocci, veterani della squadra, sanno già che i tuffi stanno facendo la storia. E non vogliono fermarsi.
Menzione speciale al veterano: Gregorio Paltrinieri, che anche se quest’anno non è stato in vasca. È comunque riuscito a dare il suo contributo. Ok, sì, non come voleva. Però, un bronzo e un argento, se ci sono, è anche per conto suo. Nella Senna.
Senna, al femminile con Ginevra Taddeucci e Linda Capone, è stato immenso. Si è colorato di azzurro Italia. Ha visto la Taddeucci conquistare due ori. La Senna è stata azzurra anche dalle grandi altezze con Andrea Barnaba e Elisa Cosetti. Entrambi hanno conquistato l’argento con round bellissimi, eleganti e per nulla scontati. Hanno osato dove dovevano. Portando appunto l’argento. (Bisogna citare anche un bravissimo Davide Baraldi che anche se non ha portato medaglie è stato presente in finale.)
Dal 10 al 16 agosto, poi, si è tenuto l’ultimo atto di questi Europei: il nuoto in corsia. E diciamolo pure senza paura: la nostra nazionale si è presentata a questa competizione con la consapevolezza di essere una squadra in crescita.
Da chi ha amato fare la storia, come Sara Curtis. Bronzo nei 100 stile libero. Prima medaglia di sempre (a livello femminile) a livello europeo. Con record mondiale nei 50. Passando al nuovo capitano del movimento del nuoto italiano: Nicolò Martinenghi, che conferma il suo essere campione nei 100 rana. Dopo una stagione super complicata, questo titolo gli deve aver fatto capire che noi vogliamo vederlo ancora. Non dimenticando, ovviamente, il compagno di disciplina Simone Cerasuolo, splendido bronzo sempre nei 100 rana. E ancora? La regina! Simona Quadarella. Oro nei 800 stile libero. E 1500 portato a casa. E infine cito Thomas Ceccon, che dopo una stagione complicata è riuscito a trovare un bronzo speciale nei 200 dorso.
Insomma, potrei parlarvi nel dettaglio di come, quando e perché l’Italia del nuoto ha vinto queste medaglie, ma l’articolo sarebbe troppo lungo. Eppure è già lungo.
Basta pensare a quanto ho detto prima, a come lo sport in Italia stia andando bene, senza contare il calcio che, per ora, non sta attraversando un buon momento. E le giovanili sono sempre più forti e in crescita.
Viva lo sport e questi ragazzi e ragazze! E come sempre crescono.

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